Former Ghosts (San Francisco - USA)



riverberi, beat e voci dalle caverne degli anni `80

Sito: http://www.formerghosts.com/

Etichetta: Upset the Rhythm

Info: Set solista per Freddy Ruppert, ex This Song Is A Mess But So Am I, fondatore e titolare della sigla Former Ghosts in combutta con il pluricitato Jamie Stewart degli Xiu Xiu e Nika Roza aka Zola Jesus. Tensioni da rilettura dei Joy Division, soprattutto per la voce cavernosa di Freddy che riprende spesso i toni di Ian Curtis. Basi elettroniche scarne quando non addirittura minimal anni `80. Uno spettro, insomma, rigurgitato dai cicli storici, che nel suonare definitivamente e decisamente retrò, risulta vincente su tutta la linea.

Press: "In principio era Ian Curtis, con i suoi Joy Division. Venne poi il decennio ora agli sgoccioli, con la sua fumosa e fantomatica tendenza al revival compulsivo, nelle più disparate forme e sostanze, di quella stessa wave britannica. In quest`ambito e sin dall`inizio del decennio in corso, si è distinto dalla massa il californiano James Stewart, leader di quella fucina di brucianti destrutturazioni post-punk nota col marchio Xiu Xiu. Estratta dalle geometriche linee dei Joy Division, l`angst auto-distruttiva del nume Ian Curtis è stata raccolta e fatta deflagrare ai giorni nostri da Stewart nei suoi arrangiamenti psicotici, scarnificandone la superficie fino a rivelare il biancore insanguinato delle ossa. Ma nel decennio del revival molti hanno tentato di far proprie le caratteristiche espressive degli eroi di quell`epoca; nel caso di Ian Curtis molti hanno cercato di rifarsi al suo inconfondibile stile vocale, di rado però qualcuno è stato capace di andare oltre l`apparenza, arrivando a cogliere il respiro, l`afflato di raggelante disillusione che (dis)animava quella voce. Ci riesce trionfalmente Freddy Ruppert in questo suo nuovo progetto Former Ghosts, benedetto dalla partecipazione in prima persona dello stesso Jamie Stewart e dall`ugola d`oro più in voga dell`underground, Nika Roza Danilova, aka Zola Jesus. Ruppert è un personaggio attivo da qualche anno nel sottobosco synth/lo-fi con l`eloquente pseudonimo "This Song Is A Mess But So I Am", e i suoi "Fleurs" nascono nell`affinità elettiva tra le nevrosi sintetiche degli Xiu Xiu e la vocalità distaccata di Ian Curtis, da lui imitato nell`identico spirito delle commoventi incertezze dei primissimi New Order, quelli dell`acerbo, compianto "Movement". L`imitazione non di chi ha copiato, ma di chi ha capito. Dodici sono i "Fleurs" che, come da manuale curtisiano, sono altrettanti rituali di compassata auto-flagellazione, visioni obiettive della propria intima sconfitta che si adagiano a meraviglia nella musicalità esasperata ordita da Jamie Stewart e dallo stesso Ruppert. Una "Us & Now" che si staglia subito come una "Disorder" dei nostri giorni, le lancinanti "Mother" e "Hold On", tre rasoiate devastanti e meravigliose che già da sole compongono la più credibile e intelligente operazione di citazionismo joydivisioniano che sia stato dato di ascoltare in questi anni. Senza rischiare di cadere nell`omaggio calligrafico, "Fleurs" va anche ben oltre le premesse, donando l`inatteso calore, il soul di "Unfolding", vagando in un notturno alieno e stupefacente con la straordinaria "Dreams", e nei drammi accorati lasciati alla voce potente di Nika Roza, scorrendo in un flusso sceneggiato con maestria, intenso e altamente emotivo. "Ian Curtis Wishlist" titolava qualche anno fa uno dei brani più toccanti e dolorosi degli Xiu Xiu, e Ruppert cita quel brano quasi letteralmente nella desolata scenografia di "Choices". A chiusura perfetta e circolare del fil rouge che lega l`ispiratore lontano e gli eredi attuali. Decades. Ora tutto è compiuto." Mauro Roma - Ondarock.it