ATTENZIONE al posto dell’indisponibile Clancyness ci saranno i torinesi Lule Kaine!!!
Lule Kaine Lule Kaine è un progetto nato a Torino nel 2002 inizialmente come duo dedito a sperimentazioni rumoriste, minimalismo e noise da camera.
Nel 2003 diventa un quartetto e nel 2004 pubblica il primo lavoro sotto la personale Waste Isolation Rec. Da li a poco apre i live torinesi di Giardini di Mirò, Explosion in the sky e Tarentel. Nel 2005 cambia la formazione con l`arrivo al basso e ai synth di Gabriele Cassullo (già Nefes). Nell`Ottobre 2006 entra in studio per la registrazione del primo full length con la produzione artistica di Oliver Manchion (Faust, Ulan bator, PFE): Radiations From Futurist Furniture, pubblicato su Chew-Z nel dicembre 2007.
Il disco prende ispirazione sia dal futurismo che dal post atomico e dalle avanguardie di inizio 900. Nonostante guardi al passato suona molto presente, è una miscela di elettronica, post rock ed avantrock.
Japanese Gum I Japanese Gum sono un duo sperimentale proveniente da Genova nato nella primavera del 2005.
La band consiste al momento in Davide Cedolin e Paolo Tortora. Durante i primi due anni di attività, la band era un trio, con Luigi Bozzo, che ora è solo un collaboratore.
La musica dei JG è caratterizzata da un muro di chitarre in delay, voci morbide, electronic glitch beats e pad di synth, ma non è corretto definire il loro suono all`interno di uno specifico genere: i ragazzi sono sempre alla ricerca infatti di nuovi sviluppi e differenti soluzioni sonore; dalla prima uscita "Talking.Silently e.p." focalizzata su un panorama sonoro di stampo ambient-glitch, si passa a "Without you I`m napping", maggiormente orientato verso massicce chitarre shoegaze fuse con loop ossessivi e psichedelici, e con le prime percussioni reali.
Durante le sessions della prima full-lenght, i JG hanno assemblato varie composizioni inedite e versioni alternative di brani insieme ad alcuni remix realizzati da amici realizzando "Lost in weirdness" (remixes di Isan, Die stadt der romantische punks, Eniac, Arbdesastr…).
Il nuovo album “Hey Folks! Nevermind, we are all falling down" è in uscita a settembre 2009 per la label giapponese Friend of mine records ed è una combo perfettamente bilanciata di atmosfere liquide, droni chitarristici, voci sospese, pattern elettronici e batterie naturali.
Cartavetro Tra i vicoli di Genova "Cartavetro" è un nome famigliare, che vuol dire tante cose da tanto tempo, con tante facce che sono cambiate, ma con l`unico filo rosso di un gruppo che ha voglia di sperimentare, di percorrere sempre la via più insolita, senza rinunciare agli aspetti "carnali" e fisici del rock in quanto espressione di urgenza.
Fuori da Genova "Cartavetro" è il nome di un gruppo appena arrivato, che vanta una sola uscita, risalente ormai al lontano 2005, "Bruxia" (dal genovese, per "brucia"), pubblicato sulla prima net-label italiana, la marchigiana Anomolo Records. Di questa esperienza rimane, oltre all`amore per i suoni un po` storti, il legame con una certa scena no-copyright e copy-left, vista come moderna evoluzione e prosecuzione di un discorso più d.i.y. in senso lato.
Oggi i Cartavetro sono un trio, nuovo per 2/3, prossimo a dare alle stampe una sorta di EP del ri-esordio, prodotto grazie alla collaborazione di diverse etichette del panorama genovese e nazionale. Il titolo è We Need Time, e nel brano omonimo mette la voce un nostro beniamino: Mike Watt, dei mitici Minutemen, e ora anche basso degli Stooges.